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Il Castello

Luoghi storici

Il sito rupestre del castello di Sperlinga rivela tracce di un importante luogo di culto risalente all’età del bronzo. Gli ingrottati scavati nell’arenaria e un grande ambiente caratterizzato da una struttura a tholos, come i diversi bacini lustrali presenti lungo il percorso interno, sono le tracce di una probabile via processionale che risaliva dalla vallata percorsa dal fiume e conduceva fino alla sommità della roccia. Lo stesso toponimo Il castello assume la sua fisionomia attuale in epoca normanna, quando con Ruggero I si avvia la costruzione di una fortezza militare formidabile .In occasione della guerra del Vespro del 1282 il castello di Sperlinga diede rifugio ad una guarnigione Angioina, qui poté resistere per un anno all’ assedio dell’esercito di Pietro D’Aragona.

Museo civiltà contadina

Ai piedi del castello sono presenti gli ingrottati che ospitano il Museo della Civiltà Contadina. Gli ambienti dovevano essere collegati al culto religioso di età pre- ellenica. In età bizantina il luogo dovette essere adibito a chiesa: traccia di questo utilizzo è costituito da alcuni lacerti di affreschi presenti nella grotta più interna. In seguito venne adattato alle esigenze dei contadini. Nel 1982, grazie all’impegno di uomini di cultura sperlinghesi, nacque il museo della civiltà contadina, con lo scopo di conservare memoria degli strumenti e delle tecniche millenarie utilizzate nelle case e nei campi degli abitanti del paese.

L’identità del paese è legata soprattutto alla lingua. Il particolare, dialetto gallo-italico parlato in questa zona si è conservato perfettamente e costituisce motivo di vanto e distinzione per gli Sperlinghesi. Il dialetto gallo-italico deriva dall’inserimento nel territorio di popolazioni provenienti dal nord Italia, in particolare dalla zona dell’Emilia e della Lombardia. Tale operazione di insediamento fu promossa dai Normanni e aveva come scopo quello di creare comunità completamente estranee alla cultura araba e bizantina della Sicilia, che potessero nello stesso tempo fornire preziosa mano d’opera

Ingresso

L’ingresso del castello è costituito da un portale ad arco acuto collegato precedentemente ad un ponte levatoio in legno. L’architettura rivela il severo stile normanno. Sulle pietre che costituiscono la chiave dell’arco interno di legge un esametro latino “quod siculis placuit sola Sperlinga negavit”, ciò che piacque ai Siciliani solo Sperlinga rifiutò. L’iscrizione su fatta scolpire sulla pietra nel Cinquecento, con lo scopo di stigmatizzare la fedeltà dimostrata dagli Sperlinghesi agli Angioini durante la Guerra del Vespro a ricordo di quei fatti risalenti al 1282, durante la rivolta del popolo siciliano contro gli angioini, detta Vespro Siciliano, allorquando una guarnigione francese, capeggiata da Pietro de Lamanno, per scampare alla furia dei siciliani, si asserragliò all’interno del munito castello resistendo per oltre un anno. L’episodio della resistenza del drappello di soldati francesi nel castello ebbe una risonanza anche letteraria, dal momento che lo stesso Torquato Tasso lo cita nella Gerusalemme Liberata:” Sperlingo alfin pietoso ai Franchi”.

Un lungo corridoio nella parte ovest è occupato dalla grotta principale del sito a pochi passi si giunge ad un piccolo cortile, girando a destra si accede ad un ampio ambiente interamente scavato nella roccia arenaria, da qui si può entrare nella “sala del principe”, che doveva essere la dimora principale del feudatario possessore del castello e dei titoli nobiliari ad esso legati Principi e Duchi di Sperlinga, nell’appartamento, sul prospetto rivolto a sud, è incastonata una elegante bifora trecentesca, l’unico elemento architettonico di rilievo se si toglie la natura del sito che qui è arte a se stessa.

Stanza del principe e dei viaggiatori illustri

Nella cosiddetta sala del Principe restaurata nei primi anni del 2000 sono ospitati i pannelli che ricordano i grandi viaggiatori che hanno visitato il castello. Si va dallo storico e geografo arabo Al-Idrisi, che nel libro di Ruggero indica Sperlinga come ricco e fiorente borgo; ai grandi viaggiatori del settecento, sempre a caccia di immagini pittoresche e inedite della Sicilia; al grande disegnatore e matematico Escher, che tracciò un disegno delle grotte del castello; al fotografo Robert Capa, che fece nei dintorni di Sperlinga lo scatto fotografico più famoso della campagna militare condotta in Italia dalle truppe alleate. Nella seconda sala sono ospitate le copie degli stemmi delle famiglie che possedettero il castello. In questa è visibile la bifora in stile gotico catalano. L’unica sopravvissuta delle due che occupavano la facciata meridionale. La seconda venne distrutta durante i lavori di restauro condotti all’inizio del secolo scorso dai proprietari.

Ritornati sui propri passi, proseguendo, si entra in un ambiente, sempre scavato nella roccia, dove si notano le tracce di piccole stanze che erano fino al 1812 le celle di un carcere; più avanti risalta, in alto, una cappa tronco-conica la cui parte superiore sbocca nella parete del castello, forse in origine il luogo era utilizzato come fucina. In un acquerello settecentesco di J. Huell si nota una struttura circolare altare a Tholos alla cui base vi era una struttura circolare oggi non più visibile. riferibile a un luogo di culto.

Tornati indietro, percorrendo un corridoio si arriva all’esterno del castello dopo aver oltrepassato la cosiddetta “Porta falsa”. Da questa porta, un tempo nascosta dalla vegetazione, il “signore” entrava con la carrozza. Oggi vi insiste il Parco Urbano, utilizzato per vari eventi culturali, e ricreativi ed è la sede del “Teatro in Fortezza” rassegna teatrale estiva di alto rilievo culturale.

I Luoghi Storici

Scopri i luoghi storici di Sperlinga, dove ogni angolo racconta storie avvincenti. Immergiti nella ricca eredità culturale, con ogni pietra che risuona di una narrazione senza tempo.

La chiesa del convento

La chiesa del convento

La chiesa di Sant’Anna viene detta anche del Convento, perché annessa all’ex cenobio sperlinghese degli Agostiniani.

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