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La chiesa della Madonna della Mercede

Chiese

Nella piazza sottostante il castello si trova la chiesa dedicata ad un importante culto locale: la festa della Madonna della Mercede, celebrata la quarta settimana di Settembre. La costruzione della chiesa può essere datata intorno alla metà del XVIII secolo. A Sperlinga il culto della Madonna della Mercede compare all’inizio del Settecento, con la nascita di una congregazione religiosa dedicata al suo culto. La chiesa venne poi restaurata nel 1822 e successivamente venne arricchita con un altare sul quale potè essere esposta la statua lignea della Madonna, nella stessa chiesa si può ammirare il Crocifisso ligneo che si trovava nella chiesa del castello

Il quadro della Madonna della Mercede
Il quadro raffigurante la Madonna della Mercede fu dipinto nel 1706 dal sacerdote Lorenzo Bellomo. Venne a lui commissionato da Antonino Pantano, allora parroco di Sperlinga, anche lui originario di Calascibetta, come attestano le iscrizioni sulle pagine semiparte del libro raffigurato ai piedi della Madonna e dei due santi. Rappresenta la Madonna in atto di essere incoronata da Dio Padre rivestita d’un ampio mantello, bianco all’esterno e azzurro all’interno fermato sul petto da un fermaglio, sotto il quale sono inginocchiati i due fondatori della congregazione dei Mercedari: S. Pietro Nolasco e S. Raimondo da Peñafort. Lo stemma, che figura sul petto della Madonna come fermaglio ricorda le origini spagnole della congregazione: la croce è quella della cattedrale di Barcellona, le quattro barre catalane in campo oro sono le insegne araldiche di Giacomo I re d’Aragona, che favorì la formazione del nuovo ordine. L’abito bianco della Madonna e dei due Santi è quello mercedario, denominato “abito di S. Maria” in riferimento ad una visione di S. Pietro Nolasco, al quale la Madonna era apparsa in abiti candidissimi.

La statua lignea della Madonna
La chiesa ospita una statua lignea della Madonna, realizzata da una bottega palermitana a metà Ottocento. La Madonna, la cui espressione di intensa dolcezza è accentuata dal gesto che sorregge il bambino, indossa un abito bianco e regge con la mano destra l’abitino con il simbolo dell’Ordine dei Mercedari. Il trasporto della statua da Palermo fino a Sperlinga avvenne prima via mare; poi da Santo Stefano di Camastra fu portata a spalla dai confratelli. Si racconta dei miracoli compiuti dalla Madonna lungo il tragitto: alle porte di Sperlinga, ad esempio, una ragazza cieca riacquistò la vista per avere espresso il desiderio di vederla. In segno di riconoscenza, la ragazza offrì alla Madonna i suoi orecchini d’oro. Da allora è d’uso offrirle come ex voto degli oggetti d’oro.

Crocifisso ligneo
Sulla parete di sinistra della chiesa è presente un crocifisso in legno dipinto, realizzato tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento. Si tratta di pregevole fattura realizzata da una bottega siciliana.

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La chiesa del convento

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Il Castello

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